Le Mignotte del Regime.

20 01 2011

TUTTO ORA TUTTO VERO,TUTTO DENTRO TUTTO IN NERO!


Live the Italian Dream.






Approvata. Passa la riforma Gelmini.

1 12 2010

Approvata alla Camera la riforma Gelmini

Mentre fuori dalla Camera vanno in scena le proteste degli studenti, con annesso corollario di manganellate e lanci di oggetti, dentro l’Aula di Montecitorio il governo prima soffre e poi riesce ad approvare la contestatissima riforma dell’università firmata dal ministro Maria Stella Gelmini (con 307 sì e 252 no). Lo fa mentre Silvio Berlusconi liquida sprezzatemente la protesta degli studenti, Umberto Bossi dice di capirla “almeno in parte” e maggioranza e opposizione litigano sulla responsabilità degli scontri di piazza. Con Vendola che evoca un clima “cileno”, con La Russa che accusa l’opposizione “di strumentalizzare” la piazza e con il ministro Maroni che si difende: “Il cordone della polizia per blindare Montecitorio era indispensabile. Volevate che entrassero in transatlantico?”.

Dopo il voto favorevole, la Gelmini ostenta soddisfazione: “L’approvazione della riforma è un fatto importante, una tra le più importanti della legislatura. Spiace averlo dovuto fare in un clima di tensione sociale”. Per il ministro la colpa è “della incapacità del Pd e dell’opposizione di affrontare i problemi dell’università con senso di responsabilità ma solo con con la lente della demagogia o dell’ideologia”.

(La Repubblica, 1 dicembre 2010)

Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze

Testo del DDL 1905  (Riforma Gelmini Università, testo integrale)

Legge N. 133 del 6 agosto 2008





Come scrivevamo i film.

30 11 2010
Mascetti: Terapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?  

Vigile: Prego?
Mascetti: No, mi permetta. No, io… scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio.
Vigile: Ma che antifurto, mi faccia il piacere! Questi signori qui stavano sonando loro. ‘Un s’intrometta!
Mascetti: No, aspetti, mi porga l’indice; ecco lo alzi così… guardi, guardi, guardi. Lo vede il dito? Lo vede che stuzzica? Che Prematura anche? Ma allora io le potrei dire, anche con il rispetto per l’autorità, che anche soltanto le due cose come vice-sindaco, capisce?
Vigile: Vicesindaco? Basta ‘osì, mi seguano al commissariato, prego!
Perozzi: No, no, no, attenzione! Noo! Pàstene soppaltate secondo l’articolo 12, abbia pazienza, sennò posterdati, per due, anche un pochino antani in prefettura…
Mascetti: …senza contare che la supercazzola prematurata ha perso i contatti col tarapìa tapiòco.

Perozzi: …dopo… »

(da Amici Miei, Mario Monicelli,1975)

«Spingere con la forza e non tacere. Dovete usare la vostra forza per sovvertire, protestare. Fatelo voi che siete giovani. Io non ho più l’età. Succederà che questo schermo rimarrà nero, senza immagini, senza parole. Succederà che i lavoratori di domani di cinema e televisione non avranno un futuro. Perché si sta tagliando il loro presente, si stanno negando i loro diritti di studenti. Succederà che l’unica scuola di cinema e televisione pubblica in Italia perderà materie fondamentali. E succederà anche che non sarà l’unica. Ragionieri, geometri, agrari,educatori, ricercatori tutti nella stessa barca, anzi, tutti parte di una nuova armata Brancaleone.»







Restare o Andarsene?

30 11 2010
Vieni via con Me: da Monicelli a Dario Fo, si chiude tra gli applausi
Il programma di Fazio e Saviano si conclude nella serata della morte del grande regista. Gli elenchi del Nobel, di Milena Gabanelli e Antonio Cornacchione. Andare o restare?

Alla fine, dopo decine di elenchi, l’enigma rimane insoluto. Se a guardarsi attorno certe volte può venire in mente di correre via senza neanche voltarsi indietro, ci sono tante cose per cui vale la pena rimanere in Italia.

L’ultima puntata della trasmissione-evento di Fabio Fazio e Roberto Saviano coincide con la serata della morte di Mario Monicelli. Che viene annunciata in trasmissione nel modo più elegante possibile. Con un elenco dei suoi film più belli: da I soliti ignoti a Romanzo popolare, da Amici miei a Il marchese del grillo.
Saviano conclude i suoi lunghi monologhi con altri due temi di attualità: dopo la macchina del fango, l’eutanasia, la mafia al nord chiude con due interventi sul terremoto in Abruzzo e il voto di scambio. Ecco, l’Italia che non va, nell’ultimo mese è stata illustrata sapientemente dall’autore di Gomorra. Le polemiche non sono mancate. Ma nonostante tutto, lui, resta.

I moemnti musicali sono affidati a Francesco De Gregori (che canta dal vivo una delle sue canzoni-manifesto, Viva l’Italia), Elio e le Storie Tese (con la memorabile Terra dei cachi), Daniele Silvestri (con l’inedito Il mondo è precario) e il magnifico pianoforte di Stefano Bollani (nell’ennesima versione di Vieni via con me, incantevole sottofondo al Vado via-Resto qui finale).

Altri ospiti dell’ultima puntata, la giornalista Milena Gabanelli con un elenco sulle cause civili che incombono sulla sua trasmissione Report, Antonio Cornacchione con una lista di frasi pronunciate dal nostro premier. Risate a denti stretti.
L’annunciato superospite Dario Fo, Nobel per la Letteratura nel 1997, viene accolto con un’ovazione: anche lui – a suo modo, ovviamente – recita un elenco, quello dei consigli che oggi Machiavelli avrebbe da dire a chi governa il popolo italiano.

Tra gli altri elenchi della puntata, quelli di Benedetta Tobagi (sulle cose che le ha lasciato il padre Walter, giornalista ammazzato nel 1980 dalla Brigata XXVIII marzo), di Cecilia Strada (sulle cose che ha visto per le strade di Kabul), dello scrittore Domenico Starnone (sulla scuola, quella che funziona e quella che troppo spesso non funziona), di Don Luigi Ciotti e del procuratore antimafia Piero Grasso (rispettivamente sui significati di legalità e su cosa serve per combattere la mafia).

Finisce così, col vento che ancora soffierà polemica e compiacimento.

Andarsene o restare?

E’ bello tenersi stretti dei motivi per i quali varrebbe davvero la pena non porsi proprio una domandfa del genere.

Elenco delle cose di cui siamo fatti
(leggono alcuni allievi della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano)

  1. La lettera 22 di Indro Montanelli
  2. La chitarra di Fabrizio De Andrè
  3. Il cestino di piazza della Loggia a Brescia
  4. Il megafono di Federico Fellini
  5. La pipa di Luciano Lama
  6. La borsa di Massimo D’Antona
  7. La 500 di Luigi Calabresi
  8. Gli occhiali spessi di Vittorio Foa
  9. Il camice di Umberto Veronesi
  10. L’ orologio della stazione di Bologna
  11. Il microfono di Luigi Tenco
  12. Il sorriso di Enrico Berlinguer
  13. Gli scarpini di Roberto Baggio
  14. La tonaca di don Lorenzo Milani
  15. La bicicletta di Marco Biagi
  16. La barba di Tiziano Terzani
  17. Gli occhiali scuri di Pier Paolo Pasolini
  18. L’aereo di Ustica
  19. La spilla di Rita Levi Montalcini
  20. Gli occhialini tondi di Alcide De Gasperi
  21. La coppa del mondo del 1982
  22. La costituzione italiana
  23. Il ciak di Sergio Leone
  24. Il pianoforte di Maurizio Pollini
  25. Il taccuino di Ilaria Alpi
  26. Il cappello di Luciano Pavarotti
  27. Le pipe di Sandro Pertini e Enzo Bearzot
  28. Le mani di Walter Bonatti
  29. La Roma di Anna Magnani
  30. L’Alfa Romeo di Tazio Nuvolari
  31. Le mani di Eugenio Montale
  32. La borraccia di Coppi e Bartali
  33. Lo sguardo di Marcello Mastroianni
  34. La sigaretta Alda Merini
  35. Il papillon di Luigi Pirandello
  36. La luna di Papa Giovanni
  37. Gli occhi di Sofia Loren
  38. La bombetta di Totò
  39. La fascia di Anna Maria Ortese
  40. Le rughe di Italo Calvino
  41. I macaroni di Alberto Sordi
  42. Gli occhiali di Enzo Ferrari
  43. Il caffè di Eduardo De Filippo
  44. Le sopraciglia di Alberto Moravia
  45. La malinconia di Aldo Moro
  46. La grazia di Roberto Benigni
  47. La voce di Vittorio De Sica
  48. La mehari di Giancarlo Siani
  49. Il dolore di Primo Levi
  50. La sciarpa di Walter Tobagi

Taglia-cuci dal web+qualchenota in libertà.

PS. Per una voce differente e meno entusiasta (da valutare veritiera o anche no)

\”Vieni via con me\”, ultima volta tra noia e ovvietà.





POLTICA E TELEVISIONE

29 11 2010

Fazio-Saviano, ultima puntata Sul palco Fo, Don Ciotti e Piero Grasso.

Per lo scrittore di “Gomorra” monologhi sul voto di scambio e sul terremoto all’Aquila. Tra gli ospiti anche MIlena Gabanell: Domani in prima serata su RaiTre l’ultima puntata. Non si chiuderà a mezzanotte.

ROMA – Con gli elenchi del nobel Dario Fo, della giornalista Milena Gabanelli, del procuratore antimafia Piero Grasso e di Don Luigi Ciotti e le orazioni civili di Saviano, dedicate al terremoto de L’Aquila e al voto di scambio, si conclude domani la narrazione di piccole e grandi storie del paese di Vieni Via Con Me, il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano in onda domani alle 21.05 su Rai Tre. Si chiuderà, si apprende da ambienti Rai, alla solita ora, 23.30 circa. La Rai, dopo la proposta di Fazio di prolungare la diretta fino a mezzanotte, non avrebbe concesso il prolungamento.

Per l’ultima puntata del programma  record assoluto di ascolti per la terza rete Rai, realizzato in collaborazione con Endemol Italia, Dario Fo leggerà un elenco con il quale si rivolge alla classe politica. Si parlerà, poi, di volontariato, di legalità – con gli elenchi letti da Piero Grasso e don Luigi Ciotti – ma anche di scuola e università: mentre le proteste contro la riforma Gelmini sono al centro delle cronache di questi giorni, Vieniviaconme mette in scena le ragioni di insegnanti, genitori, studenti e ricercatori attraverso la lettura di elenchi che raccontano da diversi punti di vista la situazione della scuola italiana oggi. E proprio gli studenti nei giorni scorsi hanno utilizzato la forma linguistica dell’elenco di Vieniviaconme nella protesta davanti a Montecitorio. Non solo: Milena Gabanelli, autrice e conduttrice di Report, leggerà un elenco autobiografico. Dopo Roberto Benigni, Paolo Rossi, Antonio Albanese e Corrado Guzzanti, sarà la volta di Antonio Cornacchione che si esibirà in un pezzo comico in forma di elenco.

A realizzare la coreografia dell’ultima puntata, ispirata alla cena di Trimalcione , cinque tra i coreografi più importanti e rappresentativi della recente storia della coreografia italiana – Michele Abbondanza, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Caterina Sagna e Roberto Castello, ideatore e curatore di tutte le coreografie di Vieniviaconme – per la prima volta insieme dopo più di vent’anni. I costumi sono di Ester Marcovecchio.
Dopo l’elenco dei “desideri impossibili” della scorsa settimana, in questa puntata Fabio Fazio elencherà “le cose che ho imparato facendo questa trasmissione”, che si chiude con il consueto gioco a due insieme a Saviano “vado via perchè/resto qui perchè”, diventato un tormentone anche sul web. La scenografia è di Francesca Montinaro.

(28 novembre 2010)





La Variegata Voce dei Venti (part I)

29 11 2010

Je n’ai pas peur de la route
Faudrait voir, faut qu’on y goûte
Des méandres au creux des reins
Et tout ira bien là
Le vent nous portera

Ton message à la Grande Ourse
Et la trajectoire de la course
Un instantané de velours
Même s’il ne sert à rien va
Le vent l’emportera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera

La caresse et la mitraille
Et cette plaie qui nous tiraille
Le palais des autres jours
D’hier et demain
Le vent les portera

Génetique en bandouillère
Des chromosomes dans l’atmosphère
Des taxis pour les galaxies
Et mon tapis volant dis ?
Le vent l’emportera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera

Ce parfum de nos années mortes
Ce qui peut frapper à ta porte
Infinité de destins
On en pose un et qu’est-ce qu’on en retient?
Le vent l’emportera

Pendant que la marée monte
Et que chacun refait ses comptes
J’emmène au creux de mon ombre
Des poussières de toi
Le vent les portera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera

(Non ho paura del cammino / vedremo, bisogna fare ciò che si vuole
nelle profondità delle emozioni / e tutto andrà bene / il vento ci guiderà /         Il tuo messaggio all’Orsa Maggiore / e la traiettoria del viaggio / un’istantanea di velluto / anche se non servirà a nulla / il vento lo porterà con sé
tutto scomparirà ma / il vento ci guiderà / La carezza e la mitraglia / e questa piaga che ci tormenta / il palazzo di giorni andati / di ieri e di domani
il vento ci guiderà / Genetica in balia / dei cromosomi nell’atmosfera / dei taxi per le galassie / e il mio tappeto volante? / Il vento lo porterà con sé
tutto sparirà ma / il vento ci guiderà
Questo profumo dei nostri anni andati / questo che può bussare alla tua porta
infinità di destini / ne lascio uno e cosa ne rimane?
Il vento lo porterà con sé / Mentre aumenta la marea
e ognuno fa i propri conti / io mi ritrovo infondo alla mia ombra
polvere di te / il vento le porterà / tutto sparirà ma / il vento ci guiderà)

Noir Desire e la chitarra di Manu Chao, Des Visages (2001):

Le Vent Nous Portera


I close my eyes, only for a moment, and the moment’s gone
All my dreams, pass before my eyes, a curiosity
Dust in the wind, all they are is dust in the wind
Same old song, just a drop of water in an endless sea
All we do, crumbles to the ground, though we refuse to see

Dust in the wind, All we are is dust in the wind

Don’t hang on, nothing lasts forever but the earth and sky
It slips away, all your money won’t another minute buy

Dust in the wind, All we are is dust in the wind

(Chiudo gli occhi / solo per un attimo / e l’attimo è andato
Tutti i miei sogni / Passano attraverso i miei occhi / polvere nel vento
tutto ciò che sono è polvere nel vento.
La stessa vecchia canzone / solo una goccia d’acqua / in un mare infinito
facciamo tutti / briciole per terra / anche se ci rifiutiamo di vedere
polvere nel vento / tutto ciò che siamo è polvere nel vento.
Ora, smettila / niente dura per sempre / tranne la terra e il cielo
tutto scivola via / e tutti i tuoi soldi / non compreranno un altro minuto
polvere nel vento / tutti siamo polvere nel vento / polvere nel vento
tutti siamo polvere nel vento / polvere nel vento / tutto è polvere nel vento).

Kansas, Point of Know Return (1977):

Dust in the wind


Luar Na Lubre,  O son do Ar (1988)

O son do ar

 

Viento scioscia stanotte
trase pe’ sotta e fatte sentì’
viento viento
viento nce resta pe’nce ‘ncazzà’
Viento
trase dint’e piazze
rump’e fenestre
e nun te fermà’
Viento viento
puorteme ‘e voci
‘ chi vo’ alluccà’.

 

Pino Daniele, Pino Daniele (1979)

Viento


 






Ventogramma della sera.

29 11 2010

fuori piove un mondo freddo

E il vento. Agita la nuvole, spettina le foglie. Le lenzuola stese danzano sinuose, la percussione della serranda. Nemmeno la porta di legno madida d’acqua sembra contrastarlo.                                                                                                    Il vento, stasera.

1.Nozioni basilari di Brezza (nostrana).

Il vento è l’esito di moti covettivi (verticali) ed advettivi (orizzontali) di masse d’aria in atmosfera. E’ un fenomeno naturale che consiste nel movimento ordinato, quasi orizzontale, di masse d’aria da zone ad alta pressione (anticicloniche) a zone di bassa pressione (cicloniche).

I venti si classificano in costanti (soffiano per tutto l’anno nella stessa direzione e nello stesso senso), periodici (invertono periodicamente il senso), locali e ciclonici (tipici delle zone temperate dove soffiano irregolarmente quando si vengono a creare zone cicloniche e anticicloniche; sono moltissimi e legati alla nomenclatura locale, a seconda delle zone in cui si generano). Nell’area interessata dal Mar Mediterraneo si usa classificare i venti a seconda della direzione da cui provengono sulla base schematica dettata dalla Rosa dei venti, riprendendo l’antica nomenclatura derivante dall’anticaGrecia, che presumeva l’osservatore posto al centro del Mar Ionio, a nord-ovest delle Isole Egee, in direzione della Sicilia.

I venti del Mediterraneo


Tramontana
E’ il vento del nord che proviene dalle regioni polari, e’ freddo e umido in Germania mentre e’ freddissimo e secco nelle regioni italiane.
E’ un vento che spira a raffiche; di solito porta tempo asciutto, cielo sereno e visibilita’ ottima.
Assume nomi vari (Aquilone, Buriana, etc.) secondo le regioni di provenienza e delle leggere variazioni di direzione.
Il piu’ noto e’ la Bora che soffia da ENE, specie nei mesi invernali sul golfo di Trieste e sul Quarnaro, e la cui azione e’ pero’ sentita su tutto l’Adriatico.

Grecale (o Greco)
Vento da Nord-Est con leggere variazioni di provenienza; e’ un tipico vento invernale; e’ freddo e asciutto e deve il suo nome al fatto che gli antichi navigatori del Mediterraneo centrale ritenevano che provenisse dalla Grecia.
Porta tempo buono e cielo sereno. Come la tramontana anche il grecale spira a raffiche.

Levante
Vento fresco che spira da est, di debole intensita’; nel Tirreno di solito preannuncia l’arrivo delle perturbazioni da Scirocco. E’ un tipico vento invernale che nel Mediterraneo e’ accompagnato da pioggia e tempesta.

Scirocco
E’ il vento di sud-est, proviene dal deserto del Sahara e in origine e’ secco e infuocato; attraversando il Mediterraneo, pero’, si carica d’umidita’ e nelle regioni settentrionali italiane spira come un vento caldo umido apportatore di piogge e nebbie.
Porta di solito tempo nuvoloso al nord, mare mosso, visibilita’ scarsa e puo’ durare molto a lungo.
Ostro o Mezzogiorno o Austro
Vento meridionale d’effetto debolissimo. La sua azione e’ scarsamente sentita nei mari italiani.
E’ apportatore di piogge e tempeste; deriva il suo nome da auster che era il nome latino del vento che gli stessi romani chiamavano anche nothus.

Libeccio (o Garbin)
E’ il vento di sud-ovest che i Romani chiamavano africo o ponente iemale; spira dalla Libia e venne cosi’ chiamato all’epoca delle Repubbliche marinare. E’ generalmente vento di tempesta.
Vento di caratteristiche particolari perche’, pur essendo un vento di mare, ha poche caratteristiche di tali venti.
Generalmente nasce molto velocemente, sviluppandosi fino a raggiungere una potenza eccezionale, per poi calmarsi con la stessa rapidita’ con cui e’ nato.
E’ il vento che segue le perturbazioni per cui cessato il suo effetto, di solito si ha un innalzamento della pressione con conseguente arrivo di tempo buono e cielo sereno.

Ponente (o Espero)
E’ il vento che, come dice il nome, spira da Ovest; e’ un vento tipico che spira nel periodo estivo sulle coste laziali ed e’ originato dal diverso riscaldamento della terra e del mare. Esso penetra nella terraferma fino a Roma determinando una gradevole frescura; a Roma viene chiamato ponentino. Gli antichi Romani lo chiamavano favonio o zefiro.
Vento estivo, fresco e pomeridiano, la sua influenza e’ sentita sul Tirreno e sull’Adriatico centro-meridionale.

Maestrale (o Maestro)
E’ il vento di nord-ovest che i Romani chiamavano chorus o circius; insieme al Libeccio e’ tipico del Mediterraneo centrale, spira ad una velocita’ che puo’ superare i 120 km orari; e’ asciutto ed e’ un vento di burrasca soprattutto sulla Sardegna e sulla Corsica. E’ il vento piu’ impetuoso e annuncia l’inverno.
E’ un vento di caratteristiche simili alla tramontana, solo di forza piu’ elevata, da cui il nome maestro dei venti.
Porta tempo freddo, asciutto e sereno. Interessa durante i mesi invernali, principalmente l’alto Tirreno ed il mar Ligure, giungendovi dalle vallate del Rodano e golfo del Leone.

La rosa dei venti

Wikivento